Inserito da: habanapit | Gennaio 3, 2008

Buon Anno!

Un augurio sincero per un nuovo anno ricco, sereno, entusiasmante a tutti voi e, in particolare alla mia famiglia, ai miei cari e a me stesso.  Sarà un anno intenso, già dal nome quando lo si pronuncia fa presagire che conterrà e ci regalerà tante novità: deumilaeotto!

Un anno  di scelte, di decisioni importanti, di impegni … della solita routine quotidiana (ovviamente). Ma anche un anno fatto di bei momenti, di sorrisi,abbracci, carezze, gesti d’amore che condiscono e rallegrano il nostro cammino. 

La speranza, che ogni volta si rafforza e non viene mai meno, è che sia un anno di rivoluzione: nei nostri cuori, nelle nostre città e nelle nazioni. Una rivoluzione di pace che scuota tutti noi e ci riporti ai valori veri: che si incominci a costruire quella pace da tutti sperata che può nascere solo dai nostri piccoli gesti quotidiani: dalle piccole cose nascono quelle grandi!

Buon Anno e buona fortuna!

  

Inserito da: habanapit | Dicembre 14, 2007

… back home

Sentiero di campagna

 Sentiero di campagna

Home, home again
I like to be here when I can
When I come home cold and tired
It’s good to warm my bones beside the fire
Far away across the field
The tolling of the iron bell
Calls the faithful to their knees
To hear the softly spoken magic spells

(Pink Floyd: The dark side of the moon – 1973)

Casa, di nuovo a casa
Mi piace stare qui quando posso
Quando arrivo a casa infreddolito e stanco
E’ bello scaldarmi le ossa vicino al fuoco
Lontano, oltre la campagna
Il rintocco della campana di ferro
Ricorda ai fedeli d’inginocchiarsi
Ad ascoltare le sommesse magiche note 

Inserito da: habanapit | Novembre 12, 2007

… a proposito di Moleskine

picasso-copertina-taccuino.gif… a proposito di Moleskine

Quando ho ricevuto le Moleskine in regalo ho provato davvero un grande piacere: era quell’oggetto che ho sempre immaginato, a volte desiderato, mai avuto. Avevo letto qualcosa su Hemingway, e lo immaginavo seduto sul tavolino di un bar di San Sebastian, mentre sorseggiando un po’ di Fundador, scriveva sulla sua Moleskine (ricordate uno dei suoi più celebri romanzi?)

Un diario elegante, essenziale, senza date, giorni, vignette, note: personalizzabile come tu desideri, con i tuoi pensieri, schizzi, decidi tu con quale carattere, stile, colore tu lo voglia completare (potresti anche scrivere una lettera per pgina: bella grande al centro!)

Un oggetto bello, elegante, essenziale, senza fronzoli: così come piacciono a me le cose!

Un oggetto che diventa subito qualcosa di tuo, personale, dal momento stesso in cui scrivi il tuo nome sul frontespizio della prima pagina. Da quel momento si instaura un rapporto di possesso, amore e gelosa protezione: sensazioni positive. Telo porti sempre con te, lo cerchi nella tasca e cerchi di riempire ogni singola pagina, fitta fitta, senza lasciare spazi vuoti, dove solo tu conosci le pause, le sottolineature, la progressione del tuo scrivere.

E quando la chiudi e la proteggi con il suo elastico, sempre più lasso, è come se chiudessi una piccola cassaforte, dove solo tu conosce le cose che vi hai riposto e solo tu conosci il loro valore.

Niente a che vedere con la fredda tastiera di un PC, né un’agenda o un diario, piuttosto un ‘opera che si crea nelle tue mani così come la scrivi: le pagine si colorano, diventano più pesanti, larghe. Sgualcite un poco, sempre più usato (usurato) sempre più prezioso.

Col passare del tempo il rapporto diventa un bisogno personale: un amico fedele sempre pronto a raccogliere in quel preciso momento il tuo pensiero,

Ciò che hai affidato alla sua custodia, anche se oggettivamente potrebbero essere le cose più banali di questo mondo, non sono ad uso e consumo degli “altri”, decidi tu cosa, come e quanto condividere.

Anche questo log nasce dalla mia Moleskine, un estratto di quei brandelli di realtà che riesco a immortalare sulle sue pagine. Probabilmente se scrivessi direttamente sulla tastiera, ricercando gli attimi in cui ho carpito l’ispirazione, tutto sarebbe meccanico, freddo quasi anonimo.

Quando vi capiterà di avere una Moleskine nelle mani, incomincerete a scriverci, spontaneamente, e la sentirete da subito come un ottimo compagno di viaggio.

 

Inserito da: habanapit | Novembre 6, 2007

Please no Children!

 Afghan children (bambine afghane in costume tradizionale)

Certo, ogni cultura è un mondo a sé, con le sue particolarità, le proprie tradizioni, solitamente chiusa all’esterno e in continua evoluzione temporale e territoriale. In questi mesi di permanenza in Afghanistan sto avendo modo di conoscere e approfondire la cultura locale che si identifica con la particolare forma di Islam (inteso in senso onnicomprensivo) che si è instaurato nella città di Herat e nella sua Provincia, ripercussione diretta delle ultime vicende storiche che hanno travagliato Herat e l’Afghanistan.

Personalmente ho sempre cercato di comprendere e nei limiti del possibile integrarmi nelle varie culture che ho incontrato nella mia strada così come ho sempre cercato di vivere da “intracomunitario” nelle varie città in cui ho avuto la fortuna di trascorrere qualche tempo: non mi sono mai estraniato né fatto intimorire dal diverso.

Qui a Herat, ci sono molte cose che hanno colpito la mia cultura occidentale, la mia sensibilità umana e i miei sentimenti “cristiani” (intesi come il credere religioso e non in contrapposizione a coloro che non lo sono): in particolare una frase ha realmente turbato questi miei sentimenti positivi.“Perché non inserite questa frase nei vostri inviti? Please no children!”

E’ la richiesta da parte di capi famiglia locali che vengono invitati periodicamente a trascorrere un po’ di tempo con la nostra comunità “internazionale” per intensificare le nostre rispettive relazioni e accrescere la reciproca fiducia davanti ad una mensa imbandita con i colori nazionali.L’invito è sempre esteso a tutti i componenti familiari, da includere quindi mogli, figlie e figli, ma, è sempre stato inteso come un invito al capo famiglia ed eventualmente ai figli maschi.Da questa situazione nasce la richiesta: i bambini sono fonte di noia, chiasso … allegria, festa, gioia penserei io … quindi per favore non invitateli!

Potremo mai inserire in un invito una tale limitazione? La risposta affermativa non è da escludere a priori (anche da noi se ne vedono di tutti i colori) ma lasciatemi la libertà di indignarmi!

Inserito da: habanapit | Novembre 1, 2007

Brother in Arms

Era un bambino coraggioso, non temeva certo il buio né la solitudine, occhi accesi e un sorriso disarmante, sincero, forte. Da ragazzo era sicuro di sé, quasi sfrontato e con lo stesso sorriso e lo stesso sguardo, era un leader tra gli amici, rispettato e ammirato da tutti.

Poi, la vita gli ha riservato un’uniforme, un basco amaranto, tante avventure in giro per il mondo. Quando l’ho visto per la prima volta: “è un nostro angelo custode” mi hanno detto. E lui mi ha sorriso con uno sguardo sincero e forte, uno sguardo che tradiva un travaglio interiore, un pensiero lontano, un pizzico di nostalgia.Anche quella sera era combattuto tra il suo dovere e il pensiero martellante dei suoi affetti più cari, specialmente di un bimbo nato da poche settimane che desiderava conoscere.

E, anche quella sera il suo coraggio, la sua sicurezza, la sua generosità hanno prevalso ed è uscito.  Non è più rientrato alla base, il cielo scuro afgano lo ha rapito e, non l’abbiamo più visto.Da quella sera lo portiamo nei nostri cuori, tutti, da quella sera il nostro angelo custode ha un nome e un sorriso disarmante.

Lorenzo: nostro fratello in armi.

Herat nord (Herat periferia nord)

Inserito da: habanapit | Novembre 1, 2007

… per cominciare

Bici(Bici: scuola maschile periferia di Herat)

FUSO ORARIO +3,5

LOCALITA’ HERAT (AFGHANISTAN)
e alla fine mi sono deciso a scrivere qualcosa: sono arrivato qui qualche mese fa armato di due agendine e un diario MOLESKINE pensando di riempire tutte le pagine di inchiostro nero waterman ma non è stato così.
Ho utilizzato una delle moleskine che ho sempre in tasca ma niente che fosse simile ad un diario o simile: appunti, note, indirizzi (quasi niente di personale)…

eppoi il mio grande desiderio è quello di poter condividere con le persone a me più care e con tutti gli amici le mie foto: TESTIMONIANZA DIRETTA DEL MIO VIVERE QUOTIDIANO.
Ecco perchè il blog: sperando di poter avere tutta la libertà di scrivere ciò che mi passa in testa, quando ne ho voglia o tempo, sperando di comunicare emozioni, colori, profumi e sentimenti a chi non li può condividere con me perchè lontano.

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