… a proposito di Moleskine
Quando ho ricevuto le Moleskine in regalo ho provato davvero un grande piacere: era quell’oggetto che ho sempre immaginato, a volte desiderato, mai avuto. Avevo letto qualcosa su Hemingway, e lo immaginavo seduto sul tavolino di un bar di San Sebastian, mentre sorseggiando un po’ di Fundador, scriveva sulla sua Moleskine (ricordate uno dei suoi più celebri romanzi?)
Un diario elegante, essenziale, senza date, giorni, vignette, note: personalizzabile come tu desideri, con i tuoi pensieri, schizzi, decidi tu con quale carattere, stile, colore tu lo voglia completare (potresti anche scrivere una lettera per pgina: bella grande al centro!)
Un oggetto bello, elegante, essenziale, senza fronzoli: così come piacciono a me le cose!
Un oggetto che diventa subito qualcosa di tuo, personale, dal momento stesso in cui scrivi il tuo nome sul frontespizio della prima pagina. Da quel momento si instaura un rapporto di possesso, amore e gelosa protezione: sensazioni positive. Telo porti sempre con te, lo cerchi nella tasca e cerchi di riempire ogni singola pagina, fitta fitta, senza lasciare spazi vuoti, dove solo tu conosci le pause, le sottolineature, la progressione del tuo scrivere.
E quando la chiudi e la proteggi con il suo elastico, sempre più lasso, è come se chiudessi una piccola cassaforte, dove solo tu conosce le cose che vi hai riposto e solo tu conosci il loro valore.
Niente a che vedere con la fredda tastiera di un PC, né un’agenda o un diario, piuttosto un ‘opera che si crea nelle tue mani così come la scrivi: le pagine si colorano, diventano più pesanti, larghe. Sgualcite un poco, sempre più usato (usurato) sempre più prezioso.
Col passare del tempo il rapporto diventa un bisogno personale: un amico fedele sempre pronto a raccogliere in quel preciso momento il tuo pensiero,
Ciò che hai affidato alla sua custodia, anche se oggettivamente potrebbero essere le cose più banali di questo mondo, non sono ad uso e consumo degli “altri”, decidi tu cosa, come e quanto condividere.
Anche questo log nasce dalla mia Moleskine, un estratto di quei brandelli di realtà che riesco a immortalare sulle sue pagine. Probabilmente se scrivessi direttamente sulla tastiera, ricercando gli attimi in cui ho carpito l’ispirazione, tutto sarebbe meccanico, freddo quasi anonimo.
Quando vi capiterà di avere una Moleskine nelle mani, incomincerete a scriverci, spontaneamente, e la sentirete da subito come un ottimo compagno di viaggio.